teatro

Peer Gynt Suite

2018

Foto di: ©Francesco Bozzo

"No! Sono finzioni! /Nient’altro che finzioni…/Demonio, che travesti la realtà,/vesti gli scheletri di nuovi abiti/e con due fronzoli spacci per reale/ogni menzogna"

Anno
2018
Autore
Henrik Ibsen
Con
Federica Fracassi, Luca Micheletti, Lidia Carew, Anna Roberta Sorbo e con la partecipazione di Alessandro Pezzali e Lorenzo Vitalone
Regia
Luca Micheletti
Drammaturgia
Federica Fracassi e Luca Micheletti
Suono
Edvard Grieg, arrangiamenti e pianoforte Lorenzo Grossi
Luci
Gianni Gajardo
Costumi
Antonio Marras
Produzione
Teatro Franco Parenti, con il sostegno di Compagnia Teatrale I Guitti e Innovation Norway, sotto l'Alto Patrocinio della Reale Ambasciata di Norvegia in Italia

Nel violento e avventuroso scontro con il mondo reale Peer Gynt, “Faust norvegese” alla ricerca di se stesso, sperimenta la differenza fra autenticità e finzione, esplorando tumultuosamente i rapporti con il femminile, con la realtà storica e sociale, con la fede e le forze oscure, in un viaggio di formazione tutto teatrale, fondato sulla potenza e le insidie dell’immaginazione.

«Siamo diventati Peer, Aase, Ingrid e tutti gli altri, scoprendoci troll, cambiando maschera, compagni, mondi, in sale teatrali e nel Gudbrandsdal, tra i fiordi di cartone e quelli reali: prove, laboratori, incontri, parole, derive, viaggi, viaggi, viaggi, immaginari e veri. Mai come stavolta è stato possibile smarrirsi nel labirinto, «andare e venire nel fiume della storia»: Peer Gynt è un’opera-mondo di grandioso respiro poetico e teatrale e la si può attraversare, forse, all’infinito e in forme innumerevoli. Ora riuniamo in una rapsodia tre frammenti che hanno al loro centro altrettanti temi cruciali: «Fallire», «Mentire», «Morire». Peer Gynt non si sa chi sia, né dove sia, leggenda o realtà, vivo o morto, uomo o troll: è la storia (e la fiaba) di una ricerca di riscatto, di verità e di vita e non può che avvenire attraverso la perturbante immersione nel mondo alla rovescia del fallimento, della menzogna e dell’aldilà.»