teatro

Louise e Renèe

2017

Foto di: ©Lorenzo Ceva Valla

“Non c’è cosa di me che tu non sappia, perché niente ti ho mai nascosto.Di tutte le creature che respirano al mondo sei colei a cui ho dato le chiavi: tu conosci, unica, i miei cassetti, tu possiedi la trama con cui sono orditi i miei sentimenti.”

Anno
2017
Autore
Honoré de Balzac (Mémoires de deux jeunes mariées)
Con
Federica Fracassi, Isabella Ragonese
Regia
Sonia Bergamasco
Drammaturgia
Stefano Massini
Luci
Cesare Accetta
Scene
Marco Rossi
Consulenza
Alessio Maria Romano (cura del movimento ), Aldo Signoretti (trucco e acconciature)
Costumi
Gianluca Sbicca
Produzione
Piccolo Teatro di Milano - Teatro d’Europa

Un Balzac tutto al femminile. Sonia Bergamasco per la regia, Federica Fracassi e Isabella Ragonese protagoniste danno vita in scena a un testo drammaturgico che Stefano Massini ha liberamente tratto dalle Memorie di due giovani spose (1842), unico romanzo epistolare dell’autore de La commedia umana.
«Frammenti di un discorso sull’amore – osserva Sonia Bergamasco –. Louise e Renée sono due giovani donne legate da un’amicizia profonda che affonda le radici nell’infanzia, trascorsa insieme in convento. Il loro affacciarsi alla vita “fuori”, il ritorno “a casa”, corrisponde all’inizio di un dialogo epistolare che prolungherà negli anni la reciproca ricerca di un alfabeto comune dell’amore. Avvicinate e isolate nella voce ardente di un presente del cuore, le due figure di donna immaginate da Balzac raccontano anche oggi la spinta inarrestabile del desiderio e il senso di perdita che l’avventura del quotidiano inevitabilmente restituisce a ogni essere umano».
«Su un ring di lucidissima crudeltà – spiega Stefano Massini –, si tiene di fatto un’inchiesta sull’essere donna, sulla contraddizione dell’amore, sulla disperazione di una socialità negata. Una lotta epistolare, di domande e risposte. Spietato analista della condizione umana, Balzac come pochi altri ha saputo puntare la lente del microscopio sul labirinto della femminilità. Qui ci consegna un trattato enciclopedico che procede per lemmi, talvolta di inaudita profondità, a comporre il mosaico di uno spettacolo complesso, ispirato ai sostantivi cardine della condizione femminile, da “illusione” a “stupro”, da “innamoramento” a “decadenza”, e via dicendo».

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